Lo Stadio di Domiziano e il problema del rumore (e dello smog)

Quello del rumore e dello smog che entrano nell’area archeologica dello Stadio di Domiziano è un problema molto serio. Il tratto di stadio riportato alla luce si affaccia su piazza di Tor Sanguigna, o forse sarebbe meglio dire il contrario: è la piazza e chi ci passa che si affacciano sull’area archeologica. Non ci sono vetrate a separare i resti antichi dal traffico cittadino e quando ci sono (ingresso del palazzo dell’INA) non arrivano fino al soffitto, sicché 24 ore su 24 le rovine sono aggredite dallo smog che corrode il travertino, mentre i turisti all’interno sono bersagliati dal rombo delle auto, degli autobus, dei motorini, delle moto, dei camioncini, perfino quelli della nettezza urbana, che con lentezza esasperante passano rasente al marciapiede per aspirare i rifiuti. Tutto ciò senza consideare il continuo rumore dei clacson. Inevitabile, per una guida, sgolarsi per farsi sentire e a volte addirittura smettere di spiegare in attesa che il rumore cessi.

L'arco è del tutto esposto allo smog, così come i turisti sono esposti al rumore del traffico.

L’arco è del tutto esposto allo smog, così come i turisti sono esposti al rumore del traffico.

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In alto a destra l’ingresso (aperto su strada) al palazzo soprastante: i vetri tra le colonne non arrivano fino in cima.

Alla fine della visita guidata, sabato scorso, ho chiesto in biglietteria se la Soprintendenza stesse pensando di rimediare in qualche modo a questo problema e mi è stato riferito che la MKT121 (la società che ha in gestione lo Stadio) ha già fatto presente la necessità di chiudere completamente l’area con dei vetri o del plexiglass, quindi non resta che sperare in un esito positivo.