Un monumentale edificio mai usato: il Circo di Massenzio sull’Appia Antica

Ieri era prevista pioggia su Roma per buona parte della giornata (al mattimo o al pomeriggio, a seconda del meteo), o per lo meno cielo molto nuvoloso, con poco sole e temperature più o meno basse, per cui ho deciso alla fine di rimandare la visita guidata.
Ebbene, almeno sull’Appia Antica la pioggia non si è vista, anche se il sole è rimasto quasi sempre nascosto dietro pesanti nuvole e ogni tanto si alzava un venticello freddo. Non è stata dunque una bella giornata, ma neanche così brutta: strada e terreni circostanti erano asciutti, permettendo quindi di avventurarsi là dove con un gruppo non avrei potuto spingermi. Ne ho approfittato quindi per percorrere tutti i 530 metri del Circo di Massenzio (ma dedicato in realtà al figlio Valerio Romolo), dai carceres alla porta triumphalis:

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Le torri ai lati dei carceres (stalli di partenza dei carri) oggi scomparsi.

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La pista divisa dalla spina (a sinistra) in due corsie. In fondo, la porta triumphalis.

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La prima meta della spina, attorno alla quale svoltavano i carri (spesso perdendo l’equilibrio e rovesciandosi). In fondo, la porta triumphalis.

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La spina rasente alla quale correvano i carri.

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Il palco imperiale, collegato con la villa imperiale retrostante.

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La seconda meta alla fine della spina e, di fronte, la porta triumphalis sul lato curvo del circo.

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La porta triumphalis sul lato curvo del circo, con l’iscrizione dedicatoria posta all’interno del pilastro sinistro.

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L’iscrizione dedicatoria del circo a Valerio Romolo, figlio di Massenzio.

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Scale di accesso alla pista.

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Muro esterno del circo con una delle torri in fondo.

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La tomba di Cecilia Metella e il Castrum Caetani visti dal circo. Tra la monumentale tomba (statale) e l’area del complesso di Massenzio (comunale) vi è un vasto appezzamento privato, per cui il retro del monumento funerario è visibile solo dal confine recintato tra la proprietà privata e il circo.

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La tomba di Cecilia Metella e il Castrum Caetani. Per vederli così, occorre inerpicarsi…

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Così vicini eppure così lontani. Tra Cecilia Metella e il Circo di Massenzio si estende una vasta proprietà privata (recintata).

Camminare in mezzo al circo non è stato agevole: la prima metà della pista è ancora invasa dall’erba alta fin quasi ai fianchi, perché – come mi ha spiegato il gentilissimo custode Walter, che saluto e ringrazio – le api stanno ancora impollinando i fiori, per cui il Comune sta aspettando che le piante sfioriscano per procedere al taglio del prato, che dovrebbe avvenire comunque entro breve tempo. Da una parte mi dispiacerà non sentire più il profumo di liquerizia.